Come costruire una Brand community per la lead generation

Riccardo Pavanello - 3 aprile 2018

Come costruire una Brand community per la lead generationTempo di lettura: 4 minuti

Una Brand Community può essere definita come una:

“comunità specializzata, slegata da uno specifico contesto territoriale, basata su un insieme strutturato di relazioni sociali tra ammiratori di una marca” 

Un piano di comunicazione aziendale efficace ed in grado di creare valore e dar forza al nostro Marchio, al giorno d’oggi, non può prescindere dall’utilizzo di strumenti quali i Social Network. La lista di tutti i Social Network è molto lunga, ed è molto difficile avere una presenza ottimale ed efficiente su tutti.

Per non parlare dell’impiego di risorse che necessiterebbe questa cosa.

Dobbiamo imparare a scegliere le nostre battaglie. Cosa significa?

Capire qual’è o quali sono tra tutti i social network, quelli idonei alla nostra Azienda, al nostro business.

 

Nuova leva comunicativa per un piano di comunicazione aziendale

 

I tradizionali mezzi di comunicazione hanno visto una sensibile redistribuzione dei loro pesi e della loro importanza da qualche periodo; per questo è necessario imparare a sfruttare le nuove leve comunicative.

Saturazione nelle comunicazioni, cambiamento delle regole nella SEO di Google, nuove strategie di comunicazione, cambiamento degli algoritmi nelle piattaforme Social, sono tutti eventi ai quali dover prestare molta attenzione al fine di mantenere alti i livelli operativi di tutti i nostri strumenti.

Tra gli strumenti da sfruttare all’interno di un piano di comunicazione aziendale di successo, troviamo sicuramente le community. Non è facile darne una definizione univoca , ma ancora meno dar vita ad una forte Brand Community che ricopra il ruolo di “trampolino di lancio” o “cassa di risonanza” per il proprio marchio. 

Finalizzate ad ottenere e creare una forte notorietà ed identità di marca, ma anche ampiamente utilizzabili come strumenti di profilazione accurati per la creazione di audience simili (definiti anche pubblici lookalike) alle quali rivolgere e mirare le nostre sponsorizzazioni Facebook, Linkedin….

 

Questi gruppi (definiti Brand Community), nati per volere dell’azienda stessa o spontaneamente, si caratterizzano per:

  • unire persone con un interesse/passione comune;
  • favorire le relazioni virtuali tra utenti;
  • la partecipazione attiva di diversi membri.

 

Ovviamente questa è un’opportunità per l’azienda che può capire e comprendere più facilmente i bisogni dei consumatori, ma bisogna saperla sfruttare.

Ottenere questo genere di informazioni, per definire un pubblico più profilato possibile al fine di massimizzare una strategia di sponsorizzazioni, non è facile.

Dar vita ad una pagina su Facebook all’interno della quale postare qualche aggiornamento sporadico, qualche foto o video senza alcuna coerenza temporale e tematica, non significa assolutamente dar vita ad una community. Anche investire in maniera casuale e non costantemente monitorata comporta spreco di risorse e di tempo!

NB. Conosci l'importanza di calcolare il ROI delle tue campagne Facebook?

Servono pazienza, costanza, professionalità ed un piano editoriale studiato per porre al centro del gruppo che vogliamo creare, un elemento condiviso e comune in grado di unire e far legare gli utenti pur non conoscendosi, se non virtualmente

 

Perché farlo?

 

Inserire un gruppo Facebook in una strategia di un social media manager è fondamentale per ogni realtà che non vuole limitarsi, con i social, a fare brand awareness.

La lead generation necessita della creazione di una buyer persona, e nel farlo occorre essere sartoriali, per questo una community social può aiutarvi: gioca un ruolo fondamentale nel permettere, agli esperti nel settore, l'identificazione un vasto ventaglio di potenziali clienti, in linea con quanto espresso proprio all'interno della community (bisogni, hobby, problematiche, necessità); permettendo la definizione del miglior pubblico al quale orientare le nostre sponsorizzazioni Facebook, Linkedin, Twitter...

NB. Ricorda però, che le sponsorizzazioni, non sono l'univo strumento per il quale esistono delle best practice o da ottimizzare

 

Come sfruttare la forza della Brand Community

Come in ogni ambito e strumento del web, ci sono del best practice da dover rispettare. In questo caso, però, basta seguire il buon senso e comportarsi nello stesso modo in cui ci comporteremmo in una relazione:

  • Dare voce: lasciare spazio a commenti ed anche a critiche. Quelle risultano essere delle ottime opportunità per comprendere come e dove intervenire per migliorare.
  • Bisogna ascoltare: da qui capiamo necessità, interesse, dubbi e le richieste degli utenti che partecipano e si aggiungono al nostro gruppo;
  • Non censurare o nascondere i commenti, ma allo stesso tempo, offri una risposta ai commenti dove necessaria, chiaramente sempre in maniera educata.
  • Stimola e coinvolgi la community tramite un calendario editoriale di contenuti stimolanti ed in linea con i tuoi principi e le tue linee guida.

 

Purtroppo non ci sono trucchi, per conoscere le persone che abitano il vostro gruppo bisogna lavorare sodo offrendo un ambiente ‘confortevole’.

 

Leggi anche, tutto quello che devi conoscere sul Digital Marketing: dalla definizione, agli strumenti, alle strategie di marketing

 

Solo così lo potrete sfruttare al meglio. All’interno di un gruppo si crea intimità: si ha così  la possibilità di rendere più amichevole il proprio tone of voice, e di conoscere direttamente il proprio pubblico facendogli domande, parlando del presente e facendo sondaggi.

 

La community però non deve essere finalizzata al solo ottenimento di info per le Buyer Persona, altrimenti il pubblico lo capirà e migrerà altrove, per questo un’azienda deve fornire tanti altri servizi come:

  • Customer care
  • Offrire contenuti importanti e utili per il settore di riferimento
  • Chiedere opinioni e recensioni su cosa offre l’azienda
  • Far gestire il gruppo ai membri dello staff comunicazione, in modo che gli utenti conoscano il volto dell’azienda.
Sono tanti gli esempi che si possono fare, l’importante è essere utili, intrattenere ed infine proporre contenuti che permettano di conoscere il pubblico indirettamente.

Un’azienda che produce prodotti detergenti potrebbe chiedere agli utenti dove secondo loro il prodotto performa meglio, un centro sportivo potrebbe condividere gli allenamenti che utilizza il loro atleta di punta, un hotel offrire degli itinerari sui luoghi da visitare in zona.

Un esempio? Provate a parlare di tennis, se il post avrà tante reazioni e commenti potrete mettere tra gli interessi del target sicuramente passioni come “Roger Federer” e “Wimbledon”.

Per fare lead generation nulla va lasciato al caso, utilizzare una community, oltre ad offrire un’esperienza più gratificante ai propri utenti, permetterà di capire chi sono le persone con cui ogni giorno avete a che fare e ottimizzare la lead generation utilizzando le sponsorizzazioni Facebook!

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Riccardo Pavanello

Scritto da Riccardo Pavanello

Project Manager e Social Sea Specialist. Fonda la sua attività nell’organizzare i progetti di comunicazione per le aziende, in particolar modo quando si tratta di fare pubblicità attraverso i Social Network. Statistiche, numeri e targetizzazione del pubblico sono le fondamenta del suo lavoro per portare leads caldi alle aziende attraverso il sistema di Marketing Diretto.

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