Marketing ambientale e comunicazione green: eco packaging

Leonardo Rosa - 6 ottobre 2020

eco packaging

 

La rivoluzione del Green Marketing che coinvolge le aziende, con il tema della sostenibilità ambientale sempre più sentito, non poteva non riguardare anche il packaging primario e secondario dei prodotti.

Il Green Marketing è un approccio alla vendita che intende promuovere, sviluppare e commercializzare prodotti o servizi finalizzati a soddisfare i bisogni dei consumatori impostando procedure aziendali volte a limitare il più possibile, impatti negativi sull’ambiente e, magari, apportandone dei benefici.

 

Il concetto del Green Marketing non si limita assolutamente al prodotto ecologico, ma è un concetto che si estende anche alla reputazione e propensione alla sostenibilità di un’azienda attraverso tutti gli ambiti che la riguardano: processi, impiego di risorse, smaltimento delle risorse, efficienza energetica ed anche eco packaging del prodotto.

 

 

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Da dove nasce l'esigenza dell'eco packaging e di un marketing ambientale

 

L'utilizzo di contenitori sostenibili, o eco-friendly, da un lato è una questione di scelta consapevole delle aziende, dall'altro un obiettivo imposto da diverse normative nazionali o transnazionali.

Gli imballaggi, nella loro generalità, costituiscono circa il 30-40% del peso e il 50% del volume di tutti i rifiuti solidi urbani.

La maggior parte di questi contenitori è costituita da plastica che presenta notevoli problematiche di recupero.

Secondo diversi enti di ricerca, oltre l'80% dei rifiuti marini è costituito da plastica. Ecco perché l'Unione Europea ha incentrato la propria attenzione alla riduzione di queste componenti.

A causa della sua lenta decomposizione, la plastica si accumula nei mari, negli oceani e sulle spiagge dell'UE e del mondo.

I residui di plastica si trovano in diverse specie animali, tra cui alcune protette, oltre ad animali che rientrano nella catena alimentare dell’uomo.

 

eco packaging

 

 

Le limitazioni imposte dalla UE sulla plastica

 

Il Parlamento europeo ha quindi recentemente approvato una Direttiva sulla plastica monouso, con la quale si mette al bando questo tipo di materiale. Sarà perciò presto vietata la vendita all’interno degli Stati membri di articoli in plastica monouso, come:

  • posate,
  • bastoncini per igiene personale,
  • piatti,
  • cannucce,
  • miscelatori per bevande
  • bastoncini per palloncini,
  • sacchetti in plastica leggera
  • articoli di plastica oxo-degradabili.

Gli Stati membri dovranno ridurre il consumo dei prodotti in plastica per i quali non esistono alternative del 25% entro il 2025. Tra questi articoli ci sono anche le scatole monouso per hamburger e panini e i contenitori alimentari per frutta e verdura, dessert o gelati.

Altre materie plastiche, come le bottiglie per bevande, dovranno essere raccolte separatamente e riciclate al 90% entro il 2025.

Gli Stati membri della Ue dovrebbero elaborare inoltre dei piani nazionali al fine di incoraggiare l'utilizzo di prodotti adatti ad uso multiplo, nonché il riutilizzo e il riciclo.

 

 

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L'attenzione al "Life Cycle" del packaging

 

Nel corso degli ultimi anni si sta facendo strada il concetto di “Lyfe Cycle Assessment” relativamente al packaging.

Ciò significa pensare all'intero ciclo di vita delle confezioni dei prodotti, dalla produzione alla logistica, dalla distribuzione al consumo, fino al suo presumibile riciclo.

Questo procedimento viene studiato con lo scopo di minimizzare il più possibile gli impatti sull’ambiente e sulla società in generale oltre a ridurre gli sprechi.

 

 

Comunicazione green: criteri di eco packaging. Il principio delle tre "R"

 

Le aziende hanno già avviato procedimenti per arrivare a packaging più sostenibili, adottando il principio delle 3R, vale a dire ridurre, riutilizzare, riciclare.

Il principio circa la riduzione di materie prime, specie nel packaging in PET (PoliEtilene Tereftalato) è già iniziata, come testimoniano i big player del mercato, multinazionali del calibro di Coca-Cola, Pepsi Cola, Nestlè e Carlsberg.

 

eco packaging

 

  • Coca-Cola, insieme ai suoi partner per l'imbottigliamento, metterà in pratica questi principi impegnandosi a produrre entro il 2025 confezioni al 100% riciclabili, riducendo la percentuale di plastica, utilizzando materiali riciclati o sviluppando resine a base vegetale. Entro il 2030, inoltre, produrrà bottiglie costituite per il 50% da materiale riciclato.

 

  • Pepsi Cola, per non essere da meno, ha annunciato il suo obiettivo di raggiungere l’uso del 50% di plastica riciclata (rPET) nelle sue bottiglie entro il 2030 in tutta l’Unione Europea, con uno step intermedio del 45% entro il 2025. Così facendo aumenterà di oltre tre volte la quantità di plastica riciclata utilizzata, che equivale a più di 50.000 tonnellate di rPET.

 

  • Nestlè, provvederà invece a eliminare tutte le plastiche utilizzate per il confezionamento dei prodotti che non si possono riciclare o risultano difficili da trattare, con obiettivo di raggiungere questo risultato tra il 2020 e il 2025.

  • Carlsberg, ha provveduto a sostituire i classici anelli di plastica utilizzati per tenere insieme le lattine di birra a favore di Snap Pack, un sistema di incollaggio delle confezioni tramite una colla speciale, biocompatibile. Così facendo, Carlsberg ha eliminato totalmente l’imballo dalle sue lattine.

 

 

Marketing ambientale: la sostenibilità è anche interesse delle aziende

 

Ci sono poi numerose altre aziende che si sono poste l'obiettivo di sostituire la plastica, specie nel packaging secondario, con cartone realizzato con carta riciclata. Un modo per limitare il proliferare di nuovi prodotti plastici conferendo, inoltre, maggior valore ai propri prodotti.

La sostenibilità ambientale, oltre che una necessità richiesta dall'ambiente, è anche una lungimirante scelta di marketing.

Non va infatti dimenticata la crescente sensibilità dei consumatori rispetto alle tematiche di sostenibilità al fine di diminuire la quantità di rifiuti generati. Secondo una ricerca di Nomisma il 94% dei nostri connazionali è disposto a comprare prodotti “green”.

Le ricerche di mercato hanno stimato che nelle decisioni di acquisto in funzione della tutela ambientale, risulta fondamentale il ruolo giocato dal packaging. Un italiano su tre sceglie cosa acquistare sulla base delle informazioni presenti in etichetta mentre rispettivamente il 27% e il 23% prende in considerazione il tipo di materiale utilizzato per l’imballaggio e le sue caratteristiche. La marca del distributore rappresenta un valido strumento e veicolo per stimolare l’individuazione di packaging sostenibili (a pensarla così è il 53% della filiera dei copacker che sono partner della Mdd) e per sensibilizzare i consumatori sui temi della sostenibilità (48%).

 

Sono questi i primi ma decisi segnali del crescente ruolo attivo che l’attenzione all’ambiente ricopre oggi nel sistema produttivo, in cui solo il 18% delle imprese risulta già altamente sostenibile, contro un 52% ancora non sostenibile. Salvaguardare l’ambiente è ormai una priorità anche per i consumatori.

 

 

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Leonardo Rosa

Scritto da Leonardo Rosa

Project manager e copywriter. Nasce come giurista per lasciarsi poi conquistare dal giornalismo d'impresa. Curiosità, indagine e passione per lo storytelling guidano la sua scrittura creativa per numerosi settori di business.

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